La lezione delle onde gravitazionali

di Gian Piero Abbate

La recente verifica sperimentale dell'esistenza delle onde gravitazionali, previste dalla Teoria Generale della Relatività, comporta anche l'abbandono della visione newtoniana della forza di gravità, e quindi anche una revisione di come funziona l'attrazione tra di noi. Questo non significa che la legge di Newton4legge di gravitazione universale Newton

dove G è una costante e m1 e m2 sono le due masse che si attraggono, mentre r è la loro distanza, che calcola la forza F di attrazione tra le due masse, che ormai dovremo dire apparente, è sbagliata, ma la sua interpretazione è ben diversa da quella data nel passato e nella Fisica Classica.

Le masse non si attraggono tra di loro, solo che il fenomeno, che spiegherò più avanti, della deformazione dei campi gravitazionali crea una forza apparente che ha quel valore, almeno se le velocità non sono troppo vicine a quella della luce.

Visto che noi abbiamo due corpi dotati di massa, quello cellulare e quello di luce, detto Anima, allora la conseguenza di quanto detto è che non solo i nostri corpi cellulari non si attraggono, ma neppure le nostre Anime. Eppure quando incontriamo una persona dotata di una forte luce interiore, o che è simile a noi, ci sentiamo attratti: come mai? Lo capiremo più avanti, ma da subito posso dire che la forza di attrazione è frutto di un fenomeno apparente.

Ma prima di scoprire ulteriori implicazioni, è bene capire il significato dei campi gravitazionali e delle loro onde.

Tutto ciò che esiste nell'Universo è immerso nell'etere, che è vuoto e contemporaneamente pieno del tutto. Purtroppo leggo troppo spesso articoli dove il vuoto è confuso con il nulla. Il vuoto di cui parliamo è il Tutto. Così come il vuoto quantomeccanico degli atomi è la cosa più piena che si possa immaginare, altrettanto si può dire del vuoto universale, dal quale si crea continuamente tutto ciò che osserviamo. Questa idea è difficile da accettare per la nostra mente, ma vi ricordo che siamo nella multidimensionalità, nel qui e ora, dove il tempo non esiste. Però tutto questo si manifesta anche nella tridimensionalità. In pratica è come se l'Universo venisse continuamente creato, per poi scomparire nel vuoto, e immediatamente ricomparire dal vuoto. Tutto si crea, e la legge che diceva "Nulla si crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma", deve essere cancellata dalla nostra testa.

Ovviamente l'etere è multidimensionale, ma sarebbe difficile rappresentarlo anche in forma tridimensionale, quindi userò delle immagini come se fosse una struttura piana. Potete però immaginare il campo come se fosse un lago con l'acqua totalmente calma, però dovete ricordare che il lago è materiale, mentre il campo è immateriale.

Se non ci sono masse il campo gravitazionale è regolare, come la superficie dell'acqua di un lago calmo, e possiamo disegnarlo così.

01 piano dello spazio

Se però c'è noi ci tuffiamo nel lago, allora provochiamo due effetti: il nostro corpo occupa una parte del volume, e quindi il lago si deforma, per farci spazio, e creiamo, come reazione al nostro ingresso, delle onde. Se al nostro posto fosse entrata una nave, con una massa maggiore, la deformazione e l'onda sarebbero state più grandi. Inoltre se ci mettiamo a nuotare, o se la nave inizia a muoversi, più è alta la velocità, maggiore sarà l'ampiezza delle onde che si creano. Introduciamo ora il Sole e la Terra nel nostro campo. Secondo la Fisica classica la situazione diventerebbe questa.

02 piano dello spazio

Invece secondo la Relatività Generale il campo si deforma così:

03 piano dello spazio

Più è "grande" la massa, più elevata è la deformazione. Ho messo grande tra virgolette perché quello che conta è il valore della massa, non le sue dimensioni. Per esempio, una biglia di acciaio ha una massa molto più elevata che una grande scatola di piume.

Ribadisco un concetto importante: il campo, cioè l'etere, è vuoto, come disse Einstein, ma questo vuoto è più pieno di quanto lo sia l'acqua del nostro lago; però il tutto è immateriale, non ha massa né energia. Viceversa l'onda che si è creata è qualche cosa di "materiale" che si propaga nel campo, e interagisce con tutto ciò che trova. Le onde gravitazionali non sono quindi delle semplici "forme d'onda", che rappresentano le variazioni del campo in forma astratta, ma sono delle vere e proprie onde, che interagiscono con la materia, anche se la loro struttura fisica è come quella delle onde elettromagnetiche e la loro velocità di propagazione è quella della luce.

Supponiamo che la Terra sia arrivata dall'Universo con una sua traiettoria lineare, in questo modo.

04 piano dello spazio

Se il campo fosse regolare, la Terra continuerebbe la sua corsa lineare, come in figura, e finirebbe inglobata dal Sole. Ma siccome il campo è deformato, la traiettoria viene deviata, e la Terra inizia a girare attorno al Sole. Il fenomeno apparente, che portò Newton a enunciare la sua legge, è che il Sole abbia attratto la Terra, e con la sua forza di gravità l'abbia costretta a deviare e ruotare attorno a lui. Invece non c'è alcuna forza di gravità generata dalle due masse che si attraggono, ma la conseguenza di una deformazione del campo gravitazionale. Ho cercato di raffigurare il fenomeno in questa ulteriore figura.

05 piano dello spazio

Ora voglio utilizzare queste considerazioni scientifiche, ormai dimostrate, come paradigma per alcune considerazioni su di noi e su come, ancora una volta, la nostra mente ci ha indotto all'errore nell'analizzare alcuni fatti che ci capitano. L'errore commesso è stato nel fidarsi delle apparenze, esattamente come fece Newton.

Riassumiamo gli elementi fondamentali dell'analisi.

1) Tutto è immerso in un unico campo multidimensionale e immateriale

2) Se c'è una massa in un punto, il campo si deforma

3) La deformazione è tanto più grande quanto più è elevata la massa

4) Se la massa è in moto si creano delle onde la cui intensità dipende dalla massa

5) Se c'è una seconda massa, l'intensità della interazione con queste onde dipende sia dalle masse in gioco, sia dalla velocità relativa delle stesse, sia dalla loro distanza.

6) Non c'è alcuna forza di attrazione tra le masse, tutto è legato alle deformazioni del campo.

Per creare delle onde gravitazionali le masse e le velocità in gioco devono essere molto elevate, e quindi ha poco senso parlare di onde create dal corpo umano. Però possiamo usare ciò che abbiamo capito come una lezione che ci arriva dalla Natura. Prima di proiettare i 6 punti precedenti, voglio ricordare che l'uomo è una realtà multidimensionale, e le sue masse, quella cellulare e quella del corpo di luce, non rappresentano la sua interezza. Quindi quello che state per leggere deve essere preso come un discorso simbolico, che utilizza un dato scientifico per cercare di capire meglio quello che ci capita.

In sintesi potrei riscrivere i punti precedenti, proiettati sull'uomo, nel seguente modo.

1) Tutti noi siamo immersi in un unico campo multidimensionale e immateriale

2) Se c'è un individuo in un punto, il campo si deforma

3) La deformazione è tanto più grande quanto più è elevato il peso spirituale dell'individuo

4) Se l'individuo è in moto si creano delle onde la cui intensità dipende dal suo peso spirituale

5) Se c'è un secondo individuo, l'intensità della interazione con quest'ultimo dipende sia dai pesi spirituali in gioco, sia dalla velocità relativa dei due individui, sia dalla loro distanza fisica per le onde materiali.

6) Non c'è alcuna forza di attrazione tra gl'individui, tutto è legato alle deformazioni del campo.

Questi passi ci portano ad alcune considerazioni importanti.

Il punto 1 ci dice che tutti noi siamo immersi e facciamo parte del vuoto, nel quale ci annulliamo e dal quale riemergiamo nello stesso istante. Ciascuno è un individuo diverso e separato dagli altri, eppure contemporaneamente, è anche parte di una unica realtà.

Il punto 2 ci dice che ciò che siamo dipende da tutto ciò che esiste, perché alche la più lontana stella della più lontana galassia deforma lo stesso campo nel quale siamo inseriti anche noi. Viceversa, anche noi, con la nostra presenza, deformiamo il campo, e interagiamo così con il Tutto. Queste interazioni esistono, a vari livelli d'intensità, quindi non sono tutte eguali.

Il punto 3 inizia a spiegarci perché ci sono delle persone alle quali basta entrare in una stanza per far percepire a tutti, anche a chi dava loro la schiena, il loro ingresso. E perché quando si è vicini a persone di alto livello "spirituale", cioè persone con un Ego molto "pesante", si può percepire un'alterazione del nostro stato, spesso un senso di pace e benessere. Questo punto inizia a farci capire che l'attrazione che proviamo verso queste persone è un fenomeno apparente, che non c'è alcun "magnetismo" all'opera, c'è solo una deformazione "locale" del campo nel quale siamo tutti immersi.

Il punto 4 è molto importante, perché parla del passaggio da una situazione immateriale (la deformazione del campo) alla creazione di una situazione concreta (le onde). Tutti noi emettiamo e riceviamo onde, in forme diverse. Per darvi un'idea, la testa emette e riceve onde elettriche, magnetiche ed elettromagnetiche, l'anima emette e riceve luce, cioè onde elettromagnetiche, il Sé per tenere in moto il Tutto, per creare continuamente l'Universo e mantenerlo in moto, per permettere ogni forma di vita, visto che la Cabala ci dice che tutto è animato, ci deve essere qualche cosa che trasformi il "potenziale" in "azione".

La Genesi lo indica in modo chiaro, per chi conosce il linguaggio biblico. Il settimo giorno il Dio creatore, Elhoim, si "riposò". E visto che il settimo giorno è ora, continua a riposarsi. Cioè, nella sua dualità maschio - femmina, continua a creare il tutto attraverso l'atto sessuale.

Questa è l'origine di ogni moto e di ogni creazione. Non è una forza, né una energia, e chiamarla "energia" è improprio. Stiamo parlando della sorgente delle onde spirituali, che sono la sua manifestazione. Abbiamo detto che queste onde nascono dal Tutto e dal Vuoto, quindi l'atto sessuale è ciò che riempie il Tutto e il Vuoto. Se volete, è l'essenza del Creatore che continua la sua opera, quindi è anche la nostra essenza come co-creatori.

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